LA CORSA DI MIGUEL
21 gennaio 2007

Informazioni sulla gara.
In esclusiva la visualizzazione del percorso via GPS


video planimetria ed altimetria percorso
mappa del percorso
la gara ai raggi X (2006)

La corsa di Miguel è ormai una delle classiche del fondo romano, anche se giunta solo alla settima edizione, che ogni anno raccoglie tantissimi appassionati. Nata in memoria di Miguel Benancio Sanchez - un atleta-poeta vittima del disumano regime di Videla che, soprattutto nel 1978, diede vita a una campagna di terrore consistente in rastrellamenti a catena dei “sospetti”, presto diventati “Desaparecidos” –, la gara ripercorre le strade dello storico giro dei ponti per un totale complessivo di 10.300 metri. Il ritrovo è alle ore 8 all’interno dello Stadio “
Paolo Rosi” (ex Stadio delle Aquile) all’Acqua Acetosa, mentre la partenza è fissata alle ore 10 presso Via dei Campi sportivi, precisamente, guardando l’ingresso dello stadio, nella parte che si sviluppa alla sua destra; l’arco di partenza è sistemato all’incirca nel punto in cui il vialone si allarga per ospitare il parcheggio antistante il centro antidoping del CONI (siamo all’altezza dei campi da polo da una parte e da rugby dall’altra, prima di quello da baseball).
La logistica della zona di partenza nelle precedenti edizioni non prevedeva separazioni tra atleti dalle diverse prestazioni, e l’unico ingresso era posto rigorosamente dietro la lunga fila di transenne che, a partire dall’arco di partenza, creano un unico gabbione abbastanza stretto e molto allungato. Per questo motivo è doveroso ricorrere all’appello che molti organizzatori (e non solo loro) fanno agli atleti: chi non è eccessivamente competitivo è pregato di non cercare di occupare le prime file; oltre a danneggiare in partenza gli atleti più veloci che si trovano alle spalle, chi parte lento dalle prime posizioni mette a repentaglio la propria e l’altrui incolumità: non raramente si sono verificati spiacevoli contatti (con tanto di spintoni spesso involontari) tra chi a velocità sostenuta proveniva da dietro e chi davanti faceva da “tappo”. Dopo la partenza bisogna attendere un paio di centinaia di metri scarsi prima di immettersi nel primo (e fondamentalmente quasi unico) punto critico della gara, ossia una “esse” destra-sinistra che fa transitare il serpentone umano davanti all’ingresso del
Paolo Rosi. Si prosegue sempre per via dei Campi sportivi finché non si incontra Via Antonio Elia, una strada che, girando a destra, immette sul lungotevere dell’Acqua Acetosa. Da qui inizia un lunghissimo rettilineo che piega leggermente a sinistra: si passa sotto il viadotto di Corso Francia, si transita davanti a Ponte Milvio, poi il Lungotevere Thaon de Revel, si supera Piazza Mancini, Ponte Duca d’Aosta, Lungotevere Flaminio, fino a Ponte Risorgimento. Qui si gira a destra sul ponte (giro di boa) e poi nuovamente a destra per il Lungotevere Oberdan. Meno di un km e, sul Lungotevere della Vittoria, si incontra l’unico punto di rifornimento con acqua. Giunti alla fine del lungotevere della Vittoria, all’altezza di Piazza Maresciallo Giardino (prima di incontrare la Circonvallazione Clodia) si effettua una curva secca e abbastanza stretta a destra e si entra sulla ciclabile (Via Capoprati) che va subito in discesa. Si corre a fianco del Tevere fino alla salitina (unico strappetto dell’intera gara) che riporta alla quota del Lungotevere per poi girare a destra ed entrare su Ponte Milvio. Qui esiste il secondo punto critico rappresentato dalla catena di ferro posta trasversalmente davanti all’ingresso del ponte ad impedire l’accesso a veicoli e motocicli. Nelle prime edizioni, non essendo stato escogitato un sistema per evitare questo impiccio, era stato demandato all’agilità dei podisti il superamento dell’ostacolo mediante “zompetto”, cosa che non di rado ha provocato capitomboli il cui unico effetto positivo era quello di generare una risata generale degli astanti non podisti. Nelle ultime edizioni si è invece ricorsi a una passerella in legno passando sulla quale è necessario solamente prestare attenzione all’effetto rimbalzo, che si genera quando a transitarvi sono più corridori contemporaneamente. Usciti da Ponte Milvio, ci si riimmette sul Lungotevere Thaon de Revel e si ripercorrono in senso opposto quelli che erano stati i primi 2/3 km della gara, passando esattamente sullo stesso percorso. Entrati in Via dei Campi sportivi si procede dritti e si entra all’interno dello Stadio Paolo Rosi. Una volta entrati sulla pista, la si percorre in senso antiorario e dopo circa 300 metri ( ? di giro) si giunge al traguardo.Il deflusso degli atleti arrivati si effettua passando nel sottopasso (a destra) che poi porta nella zona tribune.E' prevista anche una corsa non competitiva di km 3,3.
Notizie utili:Tipologia del percorso: Asfalto (ultimi 300 m. pista), completamente pianeggiante, adatto ad atleti specialisti della pista. Generalmente l’organizzazione provvede a far rimuovere le vettura in sosta nelle zone “calde” del percorso e inoltre il tracciato di gara è isolato dal traffico grazie a transenne e nastri che ne delimitano a perfezione i margini.
Partecipanti: è sicuramente una delle più partecipate gare di 10000 a Roma e nel Lazio ; in partenza e nelle prime centinaia di metri c’è una grande calca e dopo lo start bisogna stare attenti, agli impatti che potrebbero generare cadute. I tanti iscritti consentiranno a molti di trovare il “treno” giusto, ma non si può tentare di fare il personale perché la gara sfora di 300 metri i canonici 10 km.
Premi: Saranno premiati i primi 50 uomini e le prime 30 donne (posizioni assolute) e le prime 25 società. Non sono previsti premi di categoria per amatori e master.
Qualche consiglio: data la posizione del percorso in prossimità del
Tevere, che aumenta il tasso di umidità, e il periodo di svolgimento della corsa, di norma si patisce molto il freddo. E’ quindi raccomandabile munirsi di creme riscaldanti, magliette termiche e tutto il necessario per stare caldi anche durante il warm up, soprattutto per chi ha bassa tolleranza del freddo.
Parcheggi: esistono diversi punti in cui parcheggiare, a patto che non si arrivi in loco troppo tardi. E’ possibile sfruttare il parcheggio della vicina stazione dell
’Acqua Acetosa, quello di Via dei Campi sportivi nella carreggiata non interessata dal passaggio degli atleti (non so dire se quella zona sia divieto di sosta, ma comunque si deroga per la gara) e quelli ai margini di tutte le strade limitrofe, generalmente abbastanza liberi.
Servizi igienici: lo scorso anno sono stati posizionati i bagni chimici all’altezza della “esse” a inizio percorso (di fronte all’ingresso dello stadio) nel numero di circa 5/6; è anche possibile utilizzare i servizi igienici della vicina stazione (a non più di 300/400 metri dallo stadio) e quelli dello stadio (anche se dallo scrivente non sono mai stati testati), oltre a….. (insomma, se proprio non trovate di meglio, fatevi un giretto: di anfratti ce ne sono…).
Chip: la gara è dotata di chip da restituire all'arrivo
Organizzatori: attenti, ci sono
De Benedittis e Tognalini che presidiano la zona partenza. Un solo consiglio, non fateli inca@@are! (“Stavvi Minos orribilmente e ringhia”).In bocca al lupo.
Alessandro Oronzini
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